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Il boomerang Chanel e gli Australiani irabondi – io sto dalla parte di chi riflette prima di parlare!

Il boomerang Chanel e gli Australiani irabondi – io sto dalla parte di chi riflette prima di parlare!

giugno 5, 2017 , In: Moda , With: No Comments
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Dear Sir Karl (Lagerfeld),

(spero non si offenda se inizio a darle del “Tu” ma i suoi capelli bianchi mi fanno pensare un po’ al nonno che non ho più) Sarà l’ammirazione per il tuo modo di lavorare, eternamente moderno e raffinato, sarà il tuo essere instancabile nonostante l’età, ma volevo esprimerti la mia solidarietà per la polemica riguardo l’accessorio da svago che hai firmato nella pre-collection per questa estate: il boomerang nero con le iniziali Chanel.

A dire il vero non che mi piaccia particolarmente, lo trovo un po’ insulso e pure costosetto, ma capisco che chi ha molti soldi senta il bisogno di avere su ogni cosa iniziali che siano sinonimo di lusso altrimenti ci si sente normali, ci si sente poveri!! Va beh che ognuno faccia ciò che vuole con i propri soldi suvvia!

A pensarci bisognava un po’ aspettarselo che a fare un boomerang ritornasse indietro con tanto di seccature annesse e scuse necessarie a mantenere i buoni rapporti con tutti!  Però io le polemiche sterili non le ho mai sopportate e questa sul fatto che il boomerang, rappresentando un antico oggetto di caccia aborigena australiana li abbia offesi, proprio mi fa ridere!

@jeffreeStar

Ecco il fattaccio: dopo essere stato postata sui social una foto da un’artista molto seguita(@jeffreeStar), l’oggetto griffato è stato così notato da sedicenti aborigeni che hanno criticato tale azione della casa di moda in quanto avrebbe ridotto un importante simbolo della loro cultura ad “inutile status symbol”.

Magari hanno ragione a difendere a spada tratta il loro antico oggetto di caccia, magari (e propendo per questa seconda idea) si sta facendo un polverone sul niente con il semplice scopo di prendere una questione di principio.

In fondo non avrebbero più diritto ad essere incaxxati neri Tiziano, Da Vinci, Van Gogh ecc… che già sfondo di scadenti souvenir ora sono sfondo di borse Luis Vuitton??  Tanto talento, tanta storia, tanta cultura, per poi finire sulle borsette di viziate signore?

Non dovrebbero risentirsi nei paesi baschi per esser stati “derubati” del cappello basco utilizzato nella storia da militari, pittori e poi nel mondo della moda, visto che ancora oggi risulti essere copricapo nazionale??

Ed ancora non avrebbero dovuto risentirsi gli inglesi spodestati del loro “cappotto da trincea” ? Insomma un capo importante per chi combatteva al fronte, divenuto poi un evergreen modaiolo e frivolo (il così detto trench)!

Ma soprattutto, capisco bene (…eh si, c’ho vissuto quasi due anni lì!) che lì nel nuovissimo continente c’è davvero poca storia alle spalle da poter salvare e soprattutto che il popolo aborigeno è stato realmente depredato di ogni cosa, terre comprese ma visto che, miei cari aborigeni girate anche voi coi cellulari in mano (!), una ricerca sulla storia del vostro amato antico oggetto di caccia potevate farvela prima di insorgere! Non per niente ma la distribuzione del boomerang è stata dagli archeologi attribuita a diverse parti del mondo e quindi non in maniera esclusiva all’Australia  di 11.000 anni fa.

Sono stati ritrovati bastoni ricurvi per la caccia in seguito a scavi fatti in Olanda, Florida, India, Africa e persino nell’antico Egitto risalenti ad epoche diverse ma con la stessa funzione.

Utilizzato persino in età preistorica  (circa IV millennio) per colpire grandi mammiferi o uccelli, ma il più antico reperto ritrovato risale al Paleolitico (23.000anni fa) in Polonia.

Non volevo essere io a darvi la brutta notizia cari Australiani, ma a volte prima di parlare meglio studiare ed approfondire che si evitano un sacco di brutte figure!

Karl, porta pazienza, ad esser grandi a volte bisogna anche affrontare grandi perdite di tempo!!

See u soon

Annalaura

 

 

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Annalaura Gaudino

Fashion Blogger

Alle casette ed ai prati verdi, da piccolina, preferivo disegnare sfilate di moda. Così ancora oggi esprimo il mio essere attraverso di essa: sperimentandola, vivendola, parlandone e trasformandola nel mestiere di fashion designer. È il superficiale che diventa essenziale perché strumento di comunicazione attraverso forme, colori e tessuti così da manifestare carattere, umore e pensieri ad un mondo che sempre meno ha il tempo di fermarsi e conoscerti. Mi incuriosisce qualsiasi cosa possa fare più bella una donna perché possa diventare tutto un gioco per rendere più leggera e colorata la vita. Loquace da sempre, laureata in Scienze Politiche, è in fondo dal bello che sono attratta di continuo ed è per questo che mi piace raccontare in forma lieve e sincera quello che scopro ogni giorno nel mio piccolo mondo, nei miei viaggi e negli eventi che mi portano a conoscere posti e location sempre affascinanti. Seguirmi sarà una passeggiata, di quelle romantiche, lungo i viali della leggerezza per poi fermarci a chiacchierarne come in un salotto buono tra amici. È qui che vi aspetto! See u soon Annalaura

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