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Ma quanto hanno stufato i blogger?! E lo chiamano lavoro! Sarebbe il caso di parlarne una volta e per tutte!!

luglio 7, 2017 , In: Moda , With: No Comments
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Siamo in un periodo storico in cui purtroppo si parla di ciò che si è sentito, in base a ciò che si è intercettato (nemmeno letto!) sul web, ci si sofferma sui titoli tralasciando i contenuti, si è rapiti dalle immagini ma non dalla sostanza e c’è chi, di questo, ha fatto la sua forza. Ecco che pullulano le notizie false, che si infangano rapidamente le persone perché il marcio è più facile a diffondersi mentre per costruirsi una buona reputazione bisogna lavorare sodo.

È così che ci sentiamo tutti informati perché per raggiungere l’ ”informazione”ormai ci basta un click, autorizzati a disquisire di politica come di medicina figuriamoci se non di moda.

Le chiacchiere sulle fashion blogger poi sono persino venute a noia!

Io le capisco queste critiche, davvero!

Teste vuote che si fotografano quotidianamente, look anonimi reputati originali con la speranza di emergere dalla massa ma che nella massa si omologano, blogger senza blog, senza gusto, senza personalità, senza uno stile proprio né un’opinione propria (perché per scrivere ci vuol tempo ed un po’ di sensatezza, non fosse altro per articolare le proprie idee e giustificarle dinanzi a chi inciampa tra le tue righe).

Tutto si risolve attirando l’attenzione sul corpo in bella mostra, che a dir il vero un bel corpo è sempre un piacere per gli occhi di chiunque ma poi ci si aspetta altro, ci deve pur essere altro dietro mirabolanti curve e sguardi “assassini”, perchè di curve ne è pieno il mondo e in un niente ci bruciamo anni di lotte fatte dalle nostre antenate per dimostrare di non essere solo corpi per procreare e cucinare.

E così delle fashion blogger si fa di tutta un’erba un fascio, ma la bellezza del web è proprio la libertà sconfinata e questa libertà (nei limiti del lecito) ognuno se la gestisce come meglio crede con buona pace di coloro che si pongono come su detto.

Magaaaari!! Accuse continue da vergognarsi quasi quanto l’essere delle poco di buono!

L’effetto? Quello che molte fashion blogger si sono ridefinite lifestyle blogger, volendo mostrare che non si intendono solo di moda ma di “tuttologia”. E lì fu la loro tranquillità… come criticarle!

Ma se io parlo di moda perché (anche) questo ho studiato, cosa dovrei fare?? Come mi dovrei rinominare?? Bah!

Che se poi il problema fosse solo il farsi foto mi sa che non c’è essere umano, oggi, che non si faccia una foto e la posti sui social, e se una bella foto è uno specchietto per attirare verso i contenuti dov’è il male??

Abbiamo tutti amici che prima di assaporare un cibo lo immortalano per la community virtuale, e quelli che ad ogni passo, ad ogni week end, ad ogni escursione o viaggio ne fanno book pubblici…però renderla una professione remunerativa (poco e con fatica) chissà perché dà fastidio!

Non so se esista un “Dio dei blogger” ma forse è solo più piccolo e timido rispetto ai grandi Buddah, Gesù, Allah, Rama ecc…

Ne ho avuto una piccola prova in questi giorni quando a Pirigi, durante il defilè Dior (haute couture A/I 2017), dietro l’Hôtel des Invalides, in una piccola area del giardino allestito per l’occasione, sedeva il presidente della LVMH Bernard Arnault (per chi non lo sapesse proprietario di BulgariDKNYFendiGivenchyKenzoLoro Piana e Louis Vuitton, TAG Heuer, Moët & Chandon, Sephora, Les Échos e Le Parisien ecc..) che ha preferito godere lo spettacolo in elegante lontananza da CHIUNQUE compresa Anna Wintour potentissima, ma forse non così tanto, direttrice di Vogue Usa. Si racconta di indescrivibile sgomento e disapprovazione della Wintour, magari aver goduto della scena!!

Avete presente quando, nel settembre 2016, proprio da Vogue Usa partirono tuonanti parole contro le fashion blogger?! Ecco la dimostrazione che c’è sempre qualcuno più grande di te capace di snobbarti qualunque lavoro tu faccia, chiunque tu sia…praticamente il segno che il “Dio dei blogger” ci abbia finalmente messo lo zampino!!

Altro zampino del “Dio” su detto l’ho riscontrato quando qualche settimana fa, girovagando su Instagram, chi ti becco commentare amabilmente una foto dell’influencer mondiale Chiara Ferragni!? Il famoso designer Francesco Scognamiglio. Tutto normale se non fosse che aveva dichiarato nel 2016 (ne sono testimone) in una famosa scuola di moda, all’interno di un’ aula magna gremita di studenti e genitori, la sua avversione contro la categoria, affermando di non voler per nessuna ragione la presenza alle sue sfilate di questi “soggetti” menzionando anche la famosa Chiara.

Sono certa ora che il suo pensiero da persona intelligente qual è, sia maturato e non semplicemente influenzato dall’inarrestabile ascesa dell’influencer, arrivata per la seconda volta a tener discorso ad Harvard avendo creato un impero grazie al suo blog! Lo siete anche voi, vero?!

 

Ho analizzato il comune disdegno verso la globale categoria dei blogger ed ho capito che allude a due questioni in particolare:

  • Il non voler (mica) essere influenzati da ragazze/donne qualunque!

Sarebbe uno smacco al proprio Ego!

Le prime trasmissioni Tv risalgono in Italia agli anni ’50, da sempre tartassati di pubblicità e messaggi subliminali da radio, giornali e Tv bisognerebbe essere degli Amish per sostenere di non essere condizionati da nulla! Ma credo sia più una questione di principio perché tutti ne capiscono di moda, e tutti sanno cucinare, tutti possono far tutto non è vero ?!

Intanto il grande successo di alcune fashion blogger risiede proprio nella fiducia che ispirano in quanto persone “normali”, vicine a chi le osserva, a differenza delle belle pagine patinate delle riviste moda, con modelle dai fisici irreali, truccate, vestite e quindi senza personalità.

  • Altra indignazione risiede nel fatto che codesti blogger vengano pure pagati!!

“Tutti si sanno mettere a giocare con i social non è certo faticoso! Passano la giornata a divertirsi, magari a far shopping ed ammiccare in foto, andassero davvero a lavorare!!!” frase che rimbomba nelle orecchie quotidianamente.

Ma chi davvero li sa utilizzate come strumento di lavoro facendone un mezzo di comunicazione, di pubblicità, di guadagno e persino di approfondimento??

Chi ne capisce di SEO, posizionamenti e sa leggere dati insight?

 

Intanto Grillo comunica da anni attraverso un blog, la compianta signora della moda Franca Sozzani ha avuto per anni anche lei un blog, ed ora spuntano obblighi fiscali per tutte le nuove professioni… blogger compresi! A questo punto meditiamo!

Dobbiamo ancora ribadire che giornali, riviste e tutta l’informazione cartacea è destinata a morire anzi, è in coma già da un po’?

Dobbiamo proprio ribadire il fatto già chiaro che il giornalismo sia cosa ben diversa dal blogging e che nessuno lo voglia sostituire al primo?

Dobbiamo proprio ribadire che il giornalismo non è garanzia di scritto interessante mentre la comunicazione di (alcuni) blogger è più efficace e spessissimo raggiunge un pubblico più vasto?  

Dobbiamo sottolineare davvero che un blog è spesso un mezzo per entrare in contatto con una potenziale clientela che altrimenti non si raggiungerebbe?? Per esempio una consulente di immagine, o un negozio, o un’azienda, saranno in questo modo capaci di rompere i confini della città grazie al blog

Dobbiamo davvero dire che spesso questi blogger abbiano dietro lauree e studi in materia??

 

Credo che il problema fondamentale sia l’ignoranza, nel senso del parlare ignorando molte di queste cose perché è più facile basarsi su cliché che approfondire e selezionare. Io stessa seguo con interesse sul web alcuni blogger per vari motivi:

  • C’è Elisa Bellino che con una penna colta affronta temi, novità e tendenze nel fashion affiancandoli a servizi fotografici che non hanno nulla di meno degli editoriali moda delle riviste
  • C’è Maria Katia Doria che con ironia e sapienza è sempre sul pezzo, analizza con competenza gli accadimenti del settore e sarcasticamente le stranezze del web
  • C’è Paolo Stella bel ragazzone capace di cavalcare l’onda del successo con una verve arguta e spiritosa a cui è impossibile resistere (spero che nella vita reale sia almeno antipatico, saccente e presuntuoso perché bello e simpatico mi sembra già abbastanza!)! Testimonial di tantissimi brand di moda e non, ha pure la sensibilità di promuovere campagne per il sociale.
  • C’è Mariagrazia Ceraso che già solo il gusto raffinato e frizzante nel proporre tendenze e look basterebbe come migliore fonte d’ispirazione sul web, se non fosse pure una persona in gamba nonché colta ed intelligente!
  • C’è Rossella Padolino veterana dei blog, ironica, intelligente e soprattutto musa ispiratrice per chi vuole migliorarsi nella vita.
  • C’è Emanuela Pirrè attenta osservatrice di tutto il bello che il mondo ci riserva, riuscendo a variare da argomenti riguardanti il design moderno ad excursus storici di moda e costume, da novità di settore a questioni etiche. Molto più che una semplice blogger.

Queste sono solo alcune delle persone che reputo valga la pena seguire, leggere, ammirare, senza menzionare per ognuno di loro, formazione, età e mestiere (che davvero vi sorprenderebbero visto l’immaginario comune nel voler dietro ad una tastiera solo ragazzini), questo per non influenzarvi.

In conclusione ciò che vi invito a fare è quello di usare sempre il cervello in modo da prescindere i luoghi comuni ed avere un’opinione solida che sia davvero vostra, perché se in fondo le immagini oggi hanno più appeal dei testi è colpa di chi come voi non legge, si basa sul sentito dire e crede di conoscere un’intera categoria senza pensare che nel mondo (ed ancor più nel web) c’è sempre da scegliere: ci sono i magazine d’informazione e ci sono quelli di gossip, ci sono le trasmissioni d’inchiesta e ci sono i reality, ci sono le persone interessanti e quelle insulse!

See u soon

Annalaura

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